Il diario di FCF VIAGGI E MIRAGGI

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Giuseppe Fiorello al SISTINA
Pubblicato da FRANCESCO in FCF VIAGGI E MIRAGGI A TEATRO • 03/12/2015 10.48.43


E’ un freddo tardo pomeriggio di fine novembre... Si pensa che a Roma ci sia qualche grado in più del freddo gelido che arriva dalla prima nevicata su Monte Gemma...E invece scesi dal pullman a via Veneto un vento gelido ci investe... Nonostante tutto quello che è accaduto nel mondo in quest'ultimo periodo Roma si sta vestendo per l'arrivo del Natale e l'atmosfera mette tranquillità..

Arrivati al Sistina si respira l'aria del Tetro di una volta e ancora si incontrano nell'ingresso le signore impellicciate che ricordano gli anni '50... invece stiamo nel 2015 aspettando che esca sul palco un "ragazzo" conosciuto perchè fratello di Fiorello prima e poi perchè ha interpretato una mini fiction “Volare”, andata in onda su Rai1, dove interpretava Domenico Modugno...
Lo spettacolo si intitola "Penso che un sogno così" e chi come me non aveva letto l'anteprima pensava di assistere ad uno spettacolo su Domenico Modugno e le sue canzoni...

E invece niente di più sbagliato.. attraverso i riferimenti alla vita di Modugno e sentendo la splendida voce di Fiorello cantare le sue canzoni , da quelle in finto siciliano ( la donna riccia, Lu pisce spada, la cicoria,cavaddu cecu de la miniera...) a quelle che lo hanno portato al successo (la lontanza, Tu si na cosa grande, Meraviglioso, Vecchio Frack....) si assiste a un’intrecciarsi di storie che appartengono ai ricordi di Fiorello bambino, ai ricordi del padre e a quelli di Mimì. Nello spettacolo Giuseppe ci racconta di quanto il padre fosse simile al cantante, non solo per la sua voce e per la somiglianza fisica ma anche perchè avevano lo stesso coraggio, che però li aveva portati a scelte totalmente opposte: uno ad andare via dal suo paese per trovare il successo, e l’altro a rimanere in una Sicilia difficile e creare una famiglia.

Così, ricordando la sua infanzia di "picciriddu" timidissimo, mette sul palcoscenico la fotografia di un’Italia uscita dal dopoguerra, nel pieno del boom economico, un paese proiettato nel futuro e che ritorna a sognare..
Le due ore di spettacolo passano velocemente. Ti porta a vivere momenti che appartengono alla storia di tutte le famiglie italiane: il luponaro del paese, le lunghe tavolate con i parenti, la festa del paese con il ritorno dell'emigrante americano che ha fatto fortuna, interminabili viaggi in auto per andare in vacanza a casa al mare dei nonni.

E anche se sul palco c'è solo lui a rappresentare tutto questo, tu sei li sulla tua poltrona ma ti senti in mezzo a loro, a mangiare e ridere con cugini e zii, nella piazza durante la processione del santo patrono, e stretto in auto tra fratelli e bagagli.
Gli spettatori si commuovono ascoltando la come Fiorello immagina che suo padre uscito da una festa di carnevale per andare in macchina a prendere le sigarette abbia canticchiato una canzone di Modugno prima di sentirsi male.. Tutto questo racconto per arrivare poi al momento nel quale gli è stato proposto di interpretare il cantante che aveva tanto segnato la sua infanzia e la paura che lo aveva fatto tornare a sentirsi un bambino timido, l'incontro con la moglie di Modugno e il sogno di poter interpretare quel personaggio che tanto aveva rappresento nella vita di suo padre e nella sua.
Penso che un sogno così inizia sulle note di Volare e termina sulle note di Vecchio Frack e mentre le ascolti ti accorgi che fanno parte della vita di tutti gli italiani...


To be Continued